Comprendere i bisogni dei consumatori in tempo reale sarà un fattore per restare competitivi nell’Industria 4.0 e sarà possibile creando informazioni digitali relative a ogni singolo prodotto. Cruciali in questo processo i dati, la velocità e il possesso delle capacità necessarie per elaborare ed applicare questa conoscenza
Il sogno dei produttori: migliorare l’interazione con i consumatori e conoscerli meglio, sta diventando realtà; la tecnologia e l’automazione giocano in questo un grande ruolo. Ma che tipo di ruolo, precisamente? Via via che i mercati diventano più frammentati e la produzione sempre più basata sulla domanda, quali sono le nuove competenze, gli strumenti e le tecnologie richieste per competere?
Per capirlo, dobbiamo guardare per un attimo a quello che è successo in passato. La filosofia produttiva dominante negli ultimi anni è stata quella del lean manufacturing. Nel lean, l’idea di base è l’eliminazione degli sprechi ad ogni stadio del processo produttivo come mezzo per incrementare i profitti.
Tutto quello che non produce valore per il consumatore finale deve essere considerato uno spreco, e un costo non necessario. Mentre questo approccio ha indubbi vantaggi nel minimizzare i costi, diminuire il magazzino e migliorare la qualità, è troppo poco flessibile per i mercati che richiedono la personalizzazione di massa.
Questo livello di personalizzazione richiede naturalmente maggiore lavoro umano, ma ciò può diventare facilmente anti-economico. Quando il numero di parametri aumenta, la pianificazione e l’adozione di processi e tecnologie di produzione diventano molto più ardue per gli essere umani, e molto più facile per un computer organizzare e pianificare la produzione.
Questa nuova filosofia produttiva ha a che fare più col fatto di essere in grado di catturare quello che effettivamente necessita di essere prodotto che con l’ottimizzare qualche specifica parte del processo produttivo o macchina. Esiste una controparte digitale del prodotto reale che deve essere realizzato.
Non si tratta di un modello CAD del progetto, ma delle informazioni digitali relative a ogni singolo prodotto. Ognuno di essi è seguito da dei dati, che possono essere usati per la sua produzione, immagazzinamento e consegna, o anche per raccogliere feedback sull’utilizzo.
Questo fa sì che i bisogni del consumatore possano essere compresi quasi in tempo reale, invece che a seguito di studi di mercato o di un laborioso processo di pianificazione e calibrazione produttiva.
I nuovi asset in questa arena sono perciò i dati, la velocità e il possesso degli asset e delle capacità necessarie per elaborare ed applicare questa nuova conoscenza.
La gestione di questi data asset viene svolta, naturalmente, dai computer, ma la vera comprensione delle informazioni e il decision making richiedono nuove competenze da parte di ingegneri e di addetti della fabbrica.
La velocità è pure cruciale nel determinare rapidamente i bisogni dei consumatori e riposizionare l’offerta rispetto ai concorrenti. È inoltre necessaria nella fase di progettazione. Ed è dovuta nella fase di design e per impostare e far crescere o ridurre velocemente la produzione.
Su scala più ampia, l’automazione nelle fabbriche co-esisterà necessariamente con il ridisegno dei processi, per consentire agli esseri umani di trarre vantaggio dalle nuove opportunità create dalle macchine. Gli impiegati, a loro volta, dovranno essere pronti ad adattarsi e aggiornare le proprie competenze in modo da non essere del tutto rimpiazzati dalle macchine.