Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha comunicato che la scadenza del nuovo spesometro è stata posticipata dal 16 al 28 settembre 2017. La proroga vale anche per chi ha scelto l’invio telematico dello Spesometro, ovvero dei dati delle fatture relative al 1° semestre 2017.
Come ha precisato l’Agenzia delle Entrate: “la proroga viene incontro alle esigenze segnalate dai professionisti, è prevista da un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM), su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan, di prossima pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale“.
Lo Spesometro è la comunicazione (semestrale, ma dal 2018 diventa trimestrale) sui dati di fatture emesse e ricevute con importo pari o maggiore di 3.600 euro da parte dei soggetti passivi di Iva.
Secondo le indicazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate nel Provvedimento del 27 marzo scorso lo Spesometro deve contenere i dati dei soggetti relativi alla fattura, la data e numero, la base imponibile, l’aliquota e l’imposta e il tipo di operazione, e essere inviato tramite la Piattaforma Fatture e Corrispettivi. Il vero cambiamento del nuovo spesometro, che tante critiche ha ricevuto dai professionisti, è proprio nel livello di dettaglio che raggiunge, oltre alla maggiore vicinanza temporale rispetto alle operazioni comunicate.
L’invio del 28 settembre è il punto d’arrivo di un percorso di sviluppo del “fisco telematico” passato dai 30 milioni di invii alle Entrate del 1999 agli oltre 170 dell’anno scorso. Ma più dei documenti trasmessi conta il loro contenuto e, soprattutto, l’utilizzo che ne viene fatto.
La sfida dell’Agenzia delle Entrate è utilizzare la mole di dati che entreranno in suo possesso per controlli incrociati su vasta scala, così da far emergere eventuali incongruenze e sollecitare i contribuenti a mettersi in regola. Il tentativo è quello di intercettare non solo le sviste, sulle quali si agirà in un’ottica di compliance con le lettere ai contribuenti, ma anche le frodi, che ogni anno scavano il fossato del tax gap tra imposta teoricamente dovuta e versata.
Infatti, mentre la comunicazione dei dati delle liquidazioni punta soprattutto ad arginare il fenomeno degli omessi versamenti di Iva già dichiarata, l’invio delle informazioni sulle fatture nasce in un’ottica “anti-evasione” in senso stretto.
Ricordiamo che sono previste sanzioni per il mancato o errato invio dello Spesometro corrispondenti a 2 euro per ogni fattura, fino al massimo di 1000 euro a trimestre. Sanzione che viene ridotta del 50% se l’invio avviene entro 15 giorni dalla scadenza. Per la riduzione della multa è possibile ricorrere al ravvedimento operoso, lo sconto cambia a seconda di quando si effettua la regolarizzazione (da 1/9 a 1/5).
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